Dove mangiare:
Ristoranti:
Da Augusto: piazza de’ Renzi 15. A nord di piazza S.Maria in Trastevere. E’ un’istituzione per i trasteverini, tradizionale come è. E’ quanto di più economico e allegro si possa immaginare nel campo delle trattorie romanesche. Sedetevi fuori in estate ai loro tavoli coperti da una tovaglia di carta su cui alla fine della serata viene scritto e calcolato il conto. Serve cucina tradizionale romana e include “rigatoni cacio e pepe” con pepe e formaggio pecorino, pasta e fagioli – una zuppa di borlotti con la pasta - , pasta all’amatriciana e pollo arrosto con patate. A cena è caotico, preparatevi ad aspettare per un tavolo.
Da Lucia: via del Mattonato (la stradina è pavimentata in mattoni), 2b. Tipica cucina romana.
Il Fontanone: Piazza Trilussa 46. Di fronte a ponte Sisto. Serve cucina tradizionale romana che include rigatoni cacio e pepe con pecorino e pepe. Quando realizzerete che state pagando in parte per la sua ubicazione, ricordate le file a San Callisto e consolatevi con i suoi rinomati carciofi alla romana.
Da Giovanni: via della Lungara 41/a. Ritrovo di artisti ai piedi della collina di Trastevere. I prezzi sono incredibilmente bassi e la cucina è buona, di gusto prettamente romano. E’ piccolo e non si può fare prenotazione perciò andate al momento dell’apertura. Il menu cambia ogni giorno ma le fettuccine al sugo (pasta col pomodoro semplice) ci sono sempre. Assaggiate le pasta e ceci o la pasta e fagioli. Il vino della casa non costa molto più dell’acqua.
Da Paris: piazza San Callisto 7. Questo ottimo ristorante che serve cibo ebraico vicino a Santa Maria in Trastevere è conosciuto per il pesce, la pasta e per i piatti romani tradizionali come il gran fritto vegetale con baccalà (un fritto di carciofi, zucchini e i loro fiori e baccalà) e la trippa alla romana. Tutto ciò è accompagnato da un’eccellente lista dei vini. In estate ci sono pochi tavoli fuori. La prenotazione è essenziale.
Alberto Ciarla: piazza San Cosimato 40. La reputazione di questo ristorante nasce, come l’arredo, negli anni ’60. Ma Alberto Ciarla è ancora uno dei migliori ristoranti di pesce di Roma; rinomate la sua pasta e fagioli con le cozze e la spigola con le erbe.
Alle Fratte di Trastevere : via delle Fratte di Trastevere 49-50. Trastevere ha la sua parte di trattorie a conduzione familiare, ma l’economica e allegra Alle Fratte è una delle migliori. Questa trattoria romana con influenze napoletane offre un servizio amichevole, attento e bilingue (la moglie del proprietario è di Long Island). Primi piatti come le pennette alla sorrentina (penne con pomodoro e mozzarella) sono servite in porzioni generose. I secondi includono varie specie di pesci alla brace, scaloppe di vitella al marsala e un buon filetto alla griglia. I dolci sono fatti in casa, il digestivo è omaggio della casa.
Antico Arco: piazzale Aurelio 7. La cena in questo rilassante ristorante che serve cucina italiana creativa, situato sulla collina del Gianicolo proprio dietro porta San Pancrazio è sempre un piacere. Il tranquillo arredo moderno sostituisce la mancanza di vista e il servizio è perlopiù attento – benchè possa essere un po’ più brusco nei momenti di punta. Il menu è forte da tutti i punti di vista, dagli antipasti che includono un eccezionale flan di cipolle con una salsa piccante a base di formaggio grana, ai primi in cui i piatti classici dell’Antico Arco includono il risotto col formaggio Castelmagno e sono affiancati da recenti innovazioni come i ravioli al ripieno di patate e calamari in un brodo color verde. I secondi variano dalla carne al pesce e coreografici desserts non sono trascurati. Maurizio, il sommelier, può aiutarvi a dirigere un corso tramite una carta dei vini estesa e ben prezzata. E’ molto popolare per cui prenotate in anticipo.
Infine non potete visitare Roma senza aver mangiato almeno una pizza alla romana, molto sottile e croccante la pizza è condita solo con olio, pomodoro, mozzarella e basilico; senza la mozzarella è detta pizza marinara. La pizza dovrebbe essere cotta nel forno a legna e il tempo di cottura non deve superare quello che il cuoco impiega a trattenere il respiro.
Pizzerie:
Dal Poeta: vicolo del Bologna 45 – 46. Da piazza Sant’Egidio, prendete via della Scala e girate a destra. Difficilmente si vede un turista.18 tipi di bruschetta e tipi di pizza inusuali catturano i vecchi avventori. Salvate spazio per i dessert,il calzone dolce riempito di nutella e ricotta è squisito. Non c’è bisogno di prenotazione, preparatevi alla coda. Il conto è calcolato sulla tovaglia.
San Callisto: piazza San Callisto 9/a appena fuori Santa Maria in Trastevere. Una delle migliori pizze di Roma: biasimo per il servizio e la lunghissima attesa per il tavolo. Pizza sottile splendida così grande da soverchiare il piatto. La bruschetta da sola è un biglietto da visita della casa.
Da Ivo: via di San Francesco a Ripa 158. La pizza classica è sempre buona, ma i proprietari si distinguono anche per interessanti e inusuali guarnizioni. E’ affollato e chiassoso per cui arrivate presto e preparatevi ad aspettare per il tavolo. Comunque il ricambio è veloce e il servizio efficiente.
Popi Popi: via delle Fratte di Trastevere 45. In uno dei vicoletti che congiungono viale Trastevere alla basilica di Santa Maria in Trastevere, Popi Popi è eccellente sia per la pizza che per i prezzi molto popolare fra i giovani specie d’estate quando potete sedervi fuori e rallegrarvi del chiasso di Trastevere. C’è selezione di piatti tradizionali oltre la pizza.
Bars – Pubs – Snack – Pasti veloci
Friends Art Cafè: piazza Trilussa 34. Eccellente sia per la colazione che per l’aperitivo. Gli snacks sono inclusi nel prezzo delle bevande. Oltre il bar c’è un’area dining decorata con dipinti moderni in cui si servono insalate, pizze rustiche a base di verdure e una piccola selezione di piatti di pasta e di carne oltre ai desserts.
I dolci di Checco il carrettiere: via Benedetta 7. Situato dietro piazza Trilussa, il piccolo bar annesso ad uno dei più antichi ristoranti di Trastevere ha ottime torte e pasticceria oltre a quiches fresche, crocchette e di solito gustose paste al forno. C’è un’eccellente selezione di wiskies di malto e alcuni fra i gelati migliori di questa parte del Tevere.
Valzani: via del Moro 37 a/b (tel. 06 58 03792). Aperto dalle 9 alle 20.30. Chiuso dal 7 al 17 gennaio. Non perdete questa piccola perla nel cuore di Trastevere qui dal 1925! Torte deliziose e ricche di cioccolata, sacher e ricette tipicamente romane come il panpepato (fatto con miele, pepe e cioccolata) e il pangiallo (dolce a base di frutta). Intenditori da tutto il mondo per i loro famosi dolci e le scatole regalo riempite di dolci fatti a mano. (da 7 euro a 25).
Freni e Frizioni: via del Politeama 4/6. Bar alla moda – ottimo brunch.
Enoteca Ferrara: piazza Trilussa 41/a. Gradevole enoteca con 900 etichette. Le liste separate dei vini (una per i bianchi, una per i rossi) promettono una gradevole lettura serale. Alcuni intenditori vengono da Ferrara a comprare una bottiglia, altri per bere un bicchiere di vino prima o dopo cena, altri superano la lieve diffidenza dello staff del bar e soccombono a dei piatti dall’apparenza sana sul counter. Il mangiatore più serio, tuttavia, prenota in anticipo e approfitta delle offerte piene di inventiva del ristorante, che includono zuppa di cozze e vongole, filetto fritto di pesce persico, servito con cavolo rosso e limone. In primavera estate potete bere vino e mangiare in un grazioso giardino sul retro. Perfetto sia per un bicchiere di vino che per una cena romantica.
Enoteca Trastevere: via della Lungaretta 86. Il nome dice tutto. Un piacevole wine-bar che offre dozzine di vini al bicchiere. Vasta lista di birre, cocktails e altri alcolici.
Ombre Rosse Caffè: piazza Sant’Egidio 12. Un luogo piacevole per sedersi fuori e guardare il passeggio. Dalla ricca colazione al tè pomeridiano, dagli aperitivi al fine serata, jazz dal vivo o blues un paio di notti a settimana. Vino a bicchiere, cocktails, pinte di birra.
Bibli: via dei Fienaroli. Ottimo posto per il brunch domenicale o solo per il caffè.
Glass Hosteria: vicolo del Cinque 58. Cocktail wine-bar, vino a bicchiere, cocktails, pinte di birra.
Dove fare shopping a Trastevere e nelle vicinanze:
Per abiti.
Fuori orario: Via del Moro 29 (0039-06-5817181). Aperto ogni giorno dalle 11 fino a d un orario non definito. Scelta interessante di abiti alla moda fatii in Italia, Spagna, Inghilterra e Francia.T-shirts decorate e camicie, pezzi in pelle e camoscio se ne distinguono diversi fra cui soprabiti in pelle di zebra... Molte idee per regali con prezzi fra i 20 e i 250 euro.
Da non perdere: per gioielleria, accessori moda, sandali gioiello e bijoux vi suggeriamo di far riferimento a “di San Giacomo ”, Via di Tor Millina, 10/11 (quartiere Navona), telefono 0039-06-96847938. Questo negozio/laboratorio offre una produzione di bei gioielli fatti a mano, sandali gioiello e bijoux altamente rifiniti. Troverete difficile resistere a questo meticoloso livello di artigianato. Potrete scegliere le vostre pietre preferite e farvi realizzare dei sandali su misura con gioieli coordinati! Sito internet: www.disangiacomo.com
Per libri inglesi.
The almost corner bokshop: via del Moro 45 (0039-06-5836942). Aperto dale 10.00 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 20.00. Tutti i tipi di libri dai best-sellers alle guide di Roma e d’Italia (Lonely Planet, Touring Club, Michelin, Let’s go). E’ fornita in tutti i settori.
Sguardo di insieme all’area di Trastevere:
“Trastevere” – Il quartiere più popolare e romano di Roma.
Trastevere, con facilità il più pittoresco circondario di Roma e di sicuro il più ricco di intrattenimenti, è a sud del Vaticano e ad ovest passando il Tevere del centro storico. Viale Trastevere corre attraverso Ponte Garibaldi fino a Largo Argentina e C.Vittorio Emanuele II ed è la più importante arteria del quartiere. Molti dei luoghi di interesse sono vicino a questo viale e non lontano dal fiume. Tra Trastevere e il Vaticano vi è l’esclusiva collina del Gianicolo in parte adibita a parco. “ Non potrete dire di essere stati a Roma senza aver assaggiato una pizza o aver sorseggiato una Peroni in una delle disordinate pizzerie all’aperto in Trastevere. A Trastevere sono di casa pubs divertenti uniti a saltellanti pizze e una popolazione di giovani bohemiens. Di giorno le stradine di sampietrini rombano dei suoni di bambini e Vespe, ma quando cala la notte, hippy ed espatriates aggiungono le loro voci all’affollato vociare in Santa Maria in Trastevere. Puoi avere difficoltà a trovare un tavolo fuori nei mesi estivi senza prenotazione. Di sicuro interesse il fatto che ogni ristorante vale la pena di essere "visitato" fatta eccezione per quelli visibilmente turistici dai menu psicadelici riportanti fotografie di ogni portata offerta.
Trastevere – un nome che rimanda sia alla sua collocazione trans Tevere (oltre il Tevere) che alla sua formazione durante il regno di Tiberio – ha una sua vibrante particolarità romana. I Trasteverini si proclamano i più puri discendenti della razza romana – Romani dè Roma. Alcuni residenti sono fieri di non aver mai attraversato il fiume.
Il leggendario fondatore di Ostia, re Anco Marzio, per primo fondò Trastevere non come luogo residenziale ma come avamposto commerciale e militare per proteggere le saline situate nel Tevere. Il Vaticano e le colline del Gianicolo che fiancheggiano Trastevere divennero importanti avamposti per difendere la città dalle invasione etrusche. Durante l’Impero, navigatori della flotta imperiale abitavano l’area, costruendo edifici di fango e capanne di argilla lungo le rive del fiume. Il successo del porto commerciale iniziò con Adriano che attrasse nel circondario mercanti siriani ed ebrei, e gli affari marittimi fiorirono insieme al sorgere di concerie, industrie di carpenteria e mulini mentre si diffuse la prostituzione.
Dal Medioevo, l’attività commerciale di Trastevere iniziò a regredire e molti residenti si ritirarono sulla parte opposta del Tevere. Nella sua guida del 1617, l’editore Fynes Moryson avvertiva i lettori che “l’area è dannosa, poiché qui il vento soffia da sud, Trastevere è abitata solo da artigiani e povera gente “. I papi ebbero scarso interesse in questa zona e raramente spesero la loro ricchezza costruendo chiese o monumenti qui. La comunità rimase fieramente autosufficiente e in sintonia con il suo spirito indipendente, Trastevere sostenne due rivoluzioni nel 19° secolo: la richiesta di Mazzini per la Repubblica del 1849 e il moto risorgimentale di Garibaldi nel 1867.
Dopo la guerra mondiale le cose cominciarono a cambiare drasticamente. La causa fu l’imborghesimento e l’ormai retrogrado tipo trasteverino fu celebrato da bohemiens e dalle agenzie turistiche. Il recente influsso di negozi yoga, venditori di souvenir e turisti di media età ha portato un tratto di banalità a questo famoso “autentico” quartiere di Roma. Grazie al controllo degli affitti e a secoli di fiero patriottismo, comunque, il quartiere ha più o meno mantenuto il suo carattere. Per mantenere vivo lo spirito di indipendenza la “Festa dè Noantri” si celebra nelle ultime due settimane di luglio. Benché sia un po’ troppo affollato, il festival ha come protagonista grandi processioni religiose il cui scopo è proteggere “la vita di Trastevere”, ad ogni angolo si trova porchetta e molti sono i ragazzini in bicicletta.
Da non perdere:
Santa Maria in Trastevere – Questa augusta basilica si erge nel cuore di Trastevere, sulla piazza dallo stesso nome decorata da una fontana del XVII secolo e dominata dal bel Palazzo di San Callisto (XVII sec.). Questa è stata la prima chiesa dedicata alla Vergine Maria. La pianta e la struttura muraria di Santa Maria in Trastevere datano al 340 AD anche se si lavorò alla basilica a più riprese nei secoli. La costruzione presente data agli anni 1130-43. Il fronte decorato con mosaici del XII-XIII secolo e una bella torre campanaria romanica presenta un portico sotto il quale sono vari marmi e iscrizioni funerarie. L’interno ha una navata e due ali che poggiano su grandi colonne antiche di granito con trabeazione, un pavimento cosmatesco e un ricco soffitto di legno disegnato da Domenichino (1617). Nel presbiterio, chiuso da una recinzione in marmo, una targa indica il luogo dove, secondo la leggenda, si spande l’olio il giorno della nascita di Cristo. L’abside ha come protagonista splendidi e importanti mosaici di Pietro Cavallini che datano al 1140. Benché questa struttura risalga al XII secolo, una basilica precedente esisteva sotto Callisto nel III secolo. Il mosaico della Vergine e delle 10 sante donne che si trovano all’esterno introducono al mare di oro e marmo dell’interno. I mosaici del XII secolo nell’abside e l’arco trionfale raffigurano Gesù, Maria,Santi e Papi in un ricco stile bizantino.
Museo del folclore e dei poeti romaneschi – è stato riordinato (1980) in piazza Sant’Egidio, con parte delle collezioni già in Palazzo Braschi.
Piazza Trilussa – Davanti al Tevere alla fine del bel Ponte Sisto, ricostruito da Baccio Pontelli sotto Sisto IV (1474); essa ha un grande fontana del XVI secolo disegnata da G. Fontana e, in un angolo fra le piante il monumento a Trilussa, il noto poeta romanesco. Al n.20 di via di Santa Dorotea c’è la famosa casa della fornarina amata da Raffaello.
Via della Lungara – lunga strada della Roma rinascimentale, aperta sotto Giulio II, tra l’arco di Settimio nelle mura Aureliane e il cancello di Santo Spirito di Antonio da Sangallo il Giovane (1540). Palazzo Corsini è al n.10 e di fronte la famosa Farnesina.
Palazzo Corsini (Galleria Nazionale d’Arte Antica) – Il Palazzo fu ricostruito da F. Fuga nel 1732 in un’austera forma barocca ed è oggi sede dell’Accademia dei Lincei, famoso istituto culturale fondato nel 1603. Il primo piano del palazzo in attesa del definitivo trasferimento in Palazzo Barberini, ospita la Galleria Nazionale con una collezione ragguardevole di opere italiane e straniere del XVII e XVIII secolo: dipinti di Caravaggio, O. Gentileschi, G
Il sovrappiù delle collezioni di Palazzo Barberini è ospitato qui e include un assortimento standard di opere di Guercino, Reni, Caravaggio, Rubens e Carracci. Via della Lungara 10.tel. 06-68802323. Martedì – Domenica 9 – 19.30
Farnesina – La Villa, uno dei gioielli architettonici del Rinascimento, tutta grazia e armonia, fu costruita da B. Peruzzi (1508-11) per il banchiere senese Agostino Chigi, che qui riceveva Papi, cardinali, principi e artisti; nel 1580 passò alla famiglia Farnese.
Al pianterreno si dovrebbe fare una visita alla Galleria, che ha una bella volta dipinta (Storie di Psiche) di Raffaello (1517) con l’aiuto di G.Romano, F. Penni e Giovanni da Udine, e alla stanza contigua ugualmente dipinta da Raffaello (la famosa Galatea,1511), B. Peruzzi (Costellazioni) e Sebastiano del Piombo (Polifemo e scene dalle Metamorfosi). Al primo piano, la Sala delle Prospettive, dipinte da Peruzzi e aiuti; nella Stanza da letto, Le nozze di Alessandro e Rossane, un glorioso affresco del Sodomia. Il Gabinetto Nazionale delle Stampe è anche nella Villa. Stampe di artisti italiani e stranieri dal XV al XIX secolo.
La villa rinascimentale piena di grazia lungo le rive del Tevere ha affreschi di Raffaello, Peruzzi e Sodoma ed è in generale un luogo molto gradevole. Via della Lungara, 230.Tel.06-68801767. Lunedì-Domenica 9-13.
S.Pietro in Montorio – La chiesa di San Pietro sorge, secondo la tradizione, nel luogo dove San Pietro fu crocifisso, e fu ricocostruita in semplice forma rinascimentale forse da Baccio Pontelli (XV secolo). L’interno, una singola navata con cappelle e nicchie, contiene varie opere d’arte. Nella I° cappella destra la Flagellazione di Sebastiano del Piombo; nella 4° cappella la Deposizione del caravaggesco Dirck van Baburen (1617). Dalla piazza, panorama di Roma. Nel piccolo cortile il tempietto del Bramante, un’elegante costruzione circolare con un giro di colonne esterno e cupola di classica semplicità e monumentalità (1502). Un buco nella cappella sottostante si dice essere il luogo della croce.
Visibile dalla Chiesa, proprio sopra la collina, è il Mausoleo Ossario Garibaldino, un monumento fascista eretto nel 1941 per rinchiudervi i resti di Goffredo Mameli, il compositore dell’inno nazionale. Se volete continuare sul tema nazionale raggiungete in alto la collina prendendo via Garibaldi dove troverete il monumento a Garibaldi.
Passeggiata del Gianicolo – Dopo il Pincio, è la più bella e frequentata passeggiata a Roma, famosa soprattutto per lo splendido panorama che offre. Prima di entrare nel parco c’è la fontana Paola del tempo di Paolo V con un un maestoso dispiegamento architettonico di F. Ponzio e G. Fontana. Un viale conduce alla vasta piazza, Piazzale del Gianicolo, dominata al centro dalla statua equestre di Garibaldi di E. Gallori (1895) e dalla sua terrazza si può godere di un magnifico panorama. Continuando per il viale si incontra il monumento di Anita Garibaldi (1932) e viene alla vista il Faro della Vittoria. Dal piazzale si ha il più completo panorama della città, da San Pietro a Villa Borghese, fino a Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano e l’Aventino. Il pendio diventa ripido; vicino a una curva è la quercia del Tasso che fu colpita da un fulmine, all’ombra della quale il poeta era solito sedersi. La chiesa di Sant’Onofrio è vicino a un ospedale poco prima della fine della passeggiata.
Guardate in basso vedrete tutti i monumenti di Roma. Raggiungete la sommità camminando per via Garibaldi, Trastevere. Il cannone spara ogni giorno a mezzogiorno. Bus 870 da Piazza dei Fiorentini (all’altezza di Corso Vittorio Emanuele dove incontra il Tevere).
Orto Botanico – Riempita con varie specie ben etichettate di alberi e fiori, i giardini restano verdi lussureggianti perfino quando il resto di Roma è grigia e coperta di nuvole.
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